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Professione donna
L’analisi di Daniela Silvestri si inserisce nel quadro della ricerca sulla differenza sessuale considerata, con Luce Irigaray, uno dei più rilevanti problemi mondiali del terzo Millennio. Di qui l’attenzione alle dimensioni contraddittorie della condizione femminile in Italia e nei paesi più avanzati, dove alla parità formale non corrisponde ancora il superamento delle discriminazioni comportamentali, culturali, istituzionali e della diseguaglianza sostanziale sul piano economico e sociale. Nella nostra epoca, la donna è considerata come generatore collettivo di lavoro produttivo e riproduttivo, e non come essere umano portatore di una sua specificità. Al doppio ruolo tradizionale del lavoro femminile vanno, oggi, aggiungendosi lo smantellamento progressivo del Welfan’ State ed i bisogni emergenti dalla società dell’immagine, con la conseguente professionalizzazione del lavoro di cura, sviluppato tra la sfera dei servizi, della burocrazia e dei consumi, personali, familiari e lavorativi. Ne viene un’identità femminile più complessa rispetto ad anni anche recenti, sospesa tra equilibrio instabile delle diverse dimensioni (in cui lo stress dei tempi e dei luoghi separati rischia di continuo di far scadere la differenza in disuguaglianza rispetto al genere maschile) e tra nuove capacità poli-funzionali (germinative di una potenziale, rivoluzionaria creatività al femminile). Il saggio sceglie tre cerchi concentrici per individuare i paradossi paradigmatici delle vecchie e delle nuove contraddizioni: il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, il mondo del lavoro, il mondo della scuola. In questo crocevia si celano attualmente le più forti pressioni del potere biologico, socio-politico ed economico. L’economicizzazione della società, il disimpegno collettivo nei confronti dell’investimento educativo e formativo, l’intasamento della scuola e la propensione a privilegiare il sistema produttivo e consumistico rispetto al valore della cultura e dell’istruzione rischiano di vanificare due grandi conquiste femminili di questo secolo: la scolarizzazione di massa e la rilevante presenza nel mondo docente. Una cultura di frontiera fondata sulla libertà, sulla creatività e sulla qualità dei rapporti tra persone umane, che parta dalle donne insegnanti, può innestare oggi quella visione rivoluzionaria delineata da Giovanni Paolo Il, nella sua lettera apostolica alle donne, perché esplodano le contraddizioni e le ingiustizie di una società organizzata su meri criteri di efficenza e di produttività e perché si radichi profondamente il processo di umanizzazione fondato sui diritti della persona uni-duale.
Euro 15,50 IVA inclusa
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| Codice |
slb5 |
| Autore |
Silvestri Daniela |
| Editore |
Edizioni SEAM |
| Collana |
Strutture e processi formativi |
| Anno |
1996 |
| Prezzo |
15,50 |
| Peso |
442 |
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