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:. Prospettiva (la) come forma simbolica   
 
Prospettiva (la) come forma simbolica

"La prospettiva come forma simbolica" di Erwin Panofsky, uscita nel 1927 tra i "Vortrage" dell'istituto Warburg, è, nell'ambito della teoria dell'arte, una delle opere più discusse, significative e influenti del Novecento. Per Panowsky la prospettiva non è un semplice elemento esterno o tecnico dell'opera d'arte, ma un "momento stilistico"; "anzi, se vogliamo adottare anche nella storia dell'arte il termine felicemente coniato da Ernst Cassirer, essa è una di quelle "forme simboliche" attraverso le quali "un particolare contenuto spirituale viene connesso a un concreto segno visibile e intimamente identificato con questo". Lo studio si estende, con straordinaria ricchezza di spunti e di idee, dalle soluzioni dell'antichità classica, improntate alla coeva concezione generale dello spazio, alla scoperta della prospettiva nel Rinascimento e alla sua vicenda nell'arte moderna, ove essa rivela il suo carattere sia di consolidamento e sistemazione del mondo esterno, sia di ampliamento della sfera dell'io. Ciò spiega come la concezione prospettica dello spazio sia stata combattuta per opposte ragioni: "se Platone già la condannava ai suoi cauti inizi perché deformava le "vere misure" delle cose", l'Espressionismo invece evita la prospettiva "perché essa conferma e garantisce quel residuo di obiettività che persino l'Impressionismo aveva dovuto sottrarre alla volontà figurativa individuale, cioè lo spazio tridimensionale della realtà in quanto tale". Il saggio sulla prospettiva è seguito da un gruppo di scritti teorici, anch'essi risalenti agli anni tedeschi, in cui Panowsky sviluppa una coerente polemica contro lo psicologismo e il formalismo che minano la sfera del significato artistico.

Euro 14,46 IVA inclusa


 
Autore Panofsky Erwin
Editore Feltrinelli
Collana Campi del sapere
Anno 1994
Prezzo 14,46
Peso 340
Disponibilità Disponibile