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:. Cantari fiabeschi arturiani   
 
Cantari fiabeschi arturiani

A partire dalla metà del Trecento i cantari costituirono una sorta di “ poesia per tutti “, che trionfava, codificata nella forma dell’ottava rima, sulle piazze dei comuni italiani. Questa narrativa breve conosce un ampio spettro di possibilità ( epico – cavalleresche, storiche, mitologiche, agiografiche, novellistiche ), ma il filone fiabesco e leggendario resta pur sempre il più antico e il più tipico. I cantari fiabeschi arturiani, per lo più irrelati rispetto ai grandi romanzi della “ matière de Bretagne “, appaiono saldamente legati ad un luogo ( corte di Artù), alle sue convenzioni (grandi assemblee, richiesta di soccorso, vanti, inchieste…) e alle sue situazioni topiche ( impegno di vendetta, duelli per conquistare una dama, fanciulle a rischio di subire violenza, castelli incantati, giganti…). I testi che qui si presentano editi criticamente, sottratti alle occasionali e antiquate edizioni dove erano dispersi – Carduino, Il Falso Scudo, Astore e Morgana, Lasancis, Galasso dalla Scura Valle – acquistano forza e significato proprio dal fatto di essere raccolti così da sottolineare alcuni elementi comuni. Essi rivelano una sorta di narrativa “sommersa “, quella delle piazze, cara agli artigiani più o meno alfabetizzati, ma nota e ascoltata anche da meno sprovveduti personaggi, siano l’autore della Tavola Rotonda o il frate Evangelista Fossa traduttore di Seneca e di Virgilio o il conte Matteo Maria Boiardo.

Euro 12,40 IVA inclusa


 
Codice sl
Autore AA.VV.
Editore Luni Editrice
Collana Biblioteca Medievale
Anno 1999
Prezzo 12,40
Peso 146